U.O. Ospedale di Comunità
Eccellenza Clinica

U.O. Ospedale di Comunità – presidio di Gussago

Presidio di Gussago

L’Ospedale di Comunità è una struttura sanitaria intermedia che assicura cure a bassa intensità clinica per pazienti che non necessitano di ricovero ospedaliero per acuti, ma non possono essere assistiti adeguatamente al domicilio.

L’Ospedale di Comunità di Fondazione Ospedale Richiedei a Gussago dispone di 20 posti letto disponibili in regime di accreditamento con il SSR.

Informazioni utili

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Équipe sanitaria

L’assistenza è garantita da medici di riferimento della struttura, infermieri, operatori socio-sanitari e, in relazione ai bisogni, fisioterapisti e altri professionisti sanitari.

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Pazienti e patologie prese in carico

Accoglie pazienti con condizioni cliniche stabilizzate, che richiedono assistenza infermieristica continuativa, monitoraggio clinico e interventi riabilitativi di base. Si tratta spesso di persone con patologie croniche riacutizzate o in fase di stabilizzazione post-acuzie.

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Modalità di accesso

L’accesso avviene su segnalazione del medico di medicina generale, dei reparti ospedalieri o dei servizi territoriali, previa valutazione dell’idoneità del paziente al setting assistenziale.

I Nostri Specialisti

L’équipe è composta da professionisti che collaborano per garantire una presa in carico completa del paziente.

Jennifer Pianto
U.O. OSPEDALE DI COMUNITÀ / U.O. HOSPICE

Jennifer Pianto

Coordinatore U.O. Ospedale di Comunità e U.O. Hospice del Presidio di Gussago

Esperienze dal reparto U.O. Ospedale di Comunità

Storie di successo

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"Affrontare il percorso di riabilitazione è stata la sfida più grande per la nostra famiglia, ma alla Fondazione Richiedei non ci siamo mai sentiti soli. Nel reparto (ex alcologia) abbiamo trovato un’équipe straordinaria che, con competenza e una delicatezza rara, ha saputo guardare oltre la fragilità, restituendo a mio marito la sua dignità e a noi la serenità. Grazie per aver trasformato un momento difficile in un cammino di rinascita."

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"Quando sono arrivato nel reparto di Riabilitazione, la mia paura più grande non era solo il dolore fisico, ma l'idea di aver perso la mia autonomia. Ho trovato un'équipe che non si è limitata a curare il mio trauma, ma ha saputo ascoltare la mia storia. Dal fisiatra agli infermieri, ogni figura ha lavorato in sinergia per rimettermi letteralmente in piedi, rispettando i miei tempi e la mia dignità. Oggi torno a casa con una forza nuova, grato a chi ha trasformato un percorso clinico d’eccellenza in un'esperienza profondamente umana."